MONTECUCCOLI 1937/1938
VIAGGIO IN ESTREMO ORIENTE
Di Carla Casazza
Che sorpresa!!!
Quando ho visto il libro i miei sensi hanno esultato, infatti è grande, con la copertina rigida di colore blu come il mare, correlato da magnifiche foto dell'epoca, leggero e liscio sulla cui superficie la mano scorre piacevolmente.
E' la storia del sottoufficiale Capo Elettricista Aroldo Sabbadin e dell'incrociatore Montecuccoli (su cui è imbarcato)che si snoda nei 29 anni di onorato servizio nella marina italiana.
Che meraviglia trovare nel racconto l'onore, l'amor di Patria, il prodigarsi in aiuti alle popolazioni civili! Un pezzetto della nostra storia di cui andare fieri e sono grata all'autrice per avermela fatta conoscere.
La scrittura è chiara ed essenziale intervallata dai racconti di Aroldo Sabbadin (gran bell'uomo!).
Nel leggerlo ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad un reportage di tipo giornalistico ben documentato sia per i cenni storici che geografici, che tecnici (propri dell'incrociatore).
Questa frase dell'autrice mi ha colpito "sono stata conquistata, come molti prima di me, da un mondo, l'Estremo Oriente visitato dall'equipaggio del Montecuccoli nel corso della spedizione, che aveva il fascino della contraddizione, strano miscuglio di moderno e antico; una realtà unica e speciale, nel bene e nel male."....anche a me affascina il miscuglio di moderno ed antico!
L'autrice mi ha incuriosito non poco, per la sua passione ed accuratezza nel descrivere la storia, per il risalto che dà a valori come l'onore e l'amor di patria (tipico delle antiche legioni romane), per la scrittura particolare di cui è dotata e, per la passione che mi lega alla storia antica, mi piacerebbe che si cimentasse in un romanzo storico perchè il talento non le manca.
Claudia Lucchin
Per l'assaggio del libro clicca sul link di seguito: http://scrigno.netsons.org/node/435

Chissà
“ Chissà chissà
la nave passerà
chissà se là
qualcuno salirà
Laggiù laggiù
nell'indaco laggiù
foschia foschia
enigma e fantasia... “
(P. Conte – Chissà)
“… accettare
che esista terra,
esista gente ad aspettare
ancore, funi senza scopo
ormeggi vuoti, luci invisibili
tutti i sorrisi accesi,
bandiere stese, a sventolare … “
(A. Pracanica - Diario di bordo di un fuochista fuori moda)
Un nonno di quelli di una volta, in tuta da elettricista e con il sorriso da brava persona. Una nave, apparentemente grande, in realtà minuscola in mezzo a tutto quel mare. Sullo sfondo il bianco e nero della storia, in cui la nave stessa diventa un ponte, teso tra l’Europa e il lontano Oriente, tra l’oggi e il ieri, tra il ricordo e la memoria.
Questo libro, a non volerlo rovinare, dopo averlo letto, verrebbe voglia di staccare le pagine e farci tante barchette di carta, da mandare per il mondo navigando. Invece ci tocca metterlo in una libreria, per rispetto alle parole ed alle immagini che contiene, eleganti, affettuose, acute, mai banali e soprattutto all’autrice, cui si può muovere un solo minuscolo rimprovero, non averlo corredato di fogli bianchi lacerabili, da farci barchette e poter continuare a navigare ancora un po’, di bolina e di fantasia, risalendo il vento della storia.
Alessio